«Negozio vietato ai cinesi», il sindaco di Empoli: intollerabile

martedì 19 gennaio 2010, ore 15:56


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Fides «Empoli non tollera questi gesti, è una città che ha forte il valore dell'integrazione». Così il sindaco di Empoli Luciana Cappelli, commenta l' iniziativa di un commerciante che ha vietato l'ingresso al suo negozio ai cinesi che non parlano italiano, affiggendo un cartello alla vetrina. «Si tratta di una cosa seria e grave - prosegue il sindaco - Dobbiamo stare attenti al rischio di far crescere questi sentimenti in città».

Cappelli sta valutando la possibilità di sanzionare in qualche modo il commerciante: «Come amministrazione comunale vogliamo stigmatizzare questo comportamento. La polizia municipale ha già effettuato un sopralluogo. Acquisiremo tutti gli elementi del caso, poi valuteremo quali azioni intraprendere, perchè vogliamo assolutamente evitare che simili iniziative possano ripetersi».

«Vietato ai cinesi se non parlano italiano» questo il testo del cartello apparso all'ingresso di un negozio nel centro storico di Empoli. L' uomo ha sostenuto che il suo gesto «è un atto di ribellione, non come razzista, ma dovuto a una serie di comportamenti di alcuni cinese» che, a suo dire, entrerebbero nel negozio non per comprare merce ma per osservarla e conoscere i metodi di cucitura da vicino. «Fanno perdere tempo, non comprano, fanno finta di non parlare la nostra lingua e sono scortesi».

Qualcuno ha voluto rispondere alla provocazione affiggendo davanti allo stesso negozio un altro cartello: «Vietato l'ingresso agli americani che non parlano polacco, agli svedesi che non parlano spagnolo e agli svizzeri che non parlano arabo».


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