Amministrative 2009: il Pdl all’assalto alle fortezze rosse
lunedì 2 marzo 2009, ore 11:20
di Laura Maragnani
Qualcuno l’ha già chiamata Operazione cavallo di Troia. E ora scatta la rivendicazione ufficiale: “Se Matteo Renzi è riuscito a sbaragliare gli avversari e a vincere le primarie, lo deve al centrodestra di Firenze che gli ha portato un bel contributo”. Ossia? “Un buon 10 per cento dei voti che hanno assicurato a Renzi la vittoria non vengono certo dal centrosinistra. Sono roba nostra. E torneranno a casa il 6 giugno”. Mario Valducci, responsabile degli enti locali per Fi, ha l’aria di un gatto che si appresta a mangiare un grosso topo. Le primarie fiorentine del Pd sono finite in un bagno di sangue. Matteo Renzi, il giovane presidente rutelliano della giunta provinciale, ha battuto i candidati sponsorizzati dai big del suo stesso partito, come il veltroniano Lapo Pistelli o il dalemiano Michele Ventura, e nelle interviste dopo la vittoria ha continuato a mitragliare allegramente la nomenklatura, liquidando l’elezione del nuovo segretario Dario Franceschini con un sarcastico: “Hanno eletto il vicedisastro”. E, come se non bastasse, dopo aver avuto l’appoggio di Verdi e Pdci alle primarie, ha già annunciato a mezzo stampa di “guardare con attenzione all’Udc”.
Lo sconfitto Pistelli scuote la testa: “Gli consiglierei di muoversi con maggiore saggezza. Chi vince la primarie ha l’onore della vittoria, ma anche l’onere di ricucire gli strappi e di rimotivare il suo schieramento in vista del voto”. Traduzione: non bisogna aggravare le divisioni e facilitare il lavoro al nemico.
Fissando soddisfatto le macerie del campo avversario, Valducci rivendica l’Operazione cavallo di Troia: il 6 giugno il Pdl si troverà ad affrontare un candidato che paradossalmente ha contribuito a scegliere, aiutandolo a liquidare avversari potenzialmente più pericolosi.
Manca ancora un nome del centrodestra, ma in ogni caso si troverà davanti un contendente in rotta col suo stesso schieramento e già indebolito sulla carta dal salasso dei voti arrivati in prestito dal Pdl. “Le primarie aperte sono un modo un po’ barbaro, diciamolo, di scegliere i candidati sindaci” ride Verdini, lanciando l’opa del Pdl su

