Nuova influenza: un volo speciale riporterà in patria i messicani che sono in Cina
lunedì 4 maggio 2009, ore 16:09
Il governo del Messico ha organizzato un volo speciale per riportare in patria i messicani che desiderino lasciare la Cina. Lo ha annunciato oggi una portavoce dell’Ambasciata messicana in Cina in una giornata caratterizzata dalle polemiche tra i due paesi per il trattamento subito da decine di messicani messi forzatamente in quarantena per evitare una diffusione del virus della nuova influenza, l’ H1N1, che ha fatto la sua comparsa nel paese latinoamericano. Una settantina di messicani sono in quarantena nei loro alberghi in diverse città della Cina dopo che un loro compagno di viaggio, che attualmente si trova ad Hong Kong, è risultato positivo all’ H1N1. Il volo, proveniente da Città del Messico, aveva fatto scalo a Shanghai prima di raggiungere l’ex-colonia britannica. Ieri, il ministro degli esteri messicano Patricia Espinosa ha affermato che “cittadini messicani che non hanno mostrato sintomi dell’influenza sono stati isolati in condizioni inaccettabili”. Il ministero degli esteri di Pechino ha risposto con una nota nella quale si sostiene che si tratta di “di una misura puramente sanitaria” che non è “in alcuna modo diretta contro i cittadini del Messico”. Il Messico è il secondo partner commerciale della Cina nell’America Latina dopo il Brasile. Cittadini messicani residenti in Cina hanno detto all’agenzia Ansa di essere stati interpellati dall’ Ambasciata ma che non gli è stata comunicata l’ora di partenza dell’aereo. Non è chiaro se ai messicani messi in quarantena sara’ consentito lasciare gli alberghi e imbarcarsi sul volo speciale.
Intanto il numero di casi accertati di influenza A in Spagna, il Paese europeo più colpito, è aumentato a 54. Lo ha annunciato il ministero della Sanità di Madrid, il cui precedente bilancio era di 44.
I dieci nuovi casi sono stati individuati in Andalusia (sud) e nella regione di Valencia (est). “Di tutte le persone che sono risultate positive, soltanto undici sono ancora in ospedale”, ha indicato un comunicato.
Sui 54 casi, quattro pazienti non hanno viaggiato di recente in Messico, focolaio iniziale dell’epidemia.

