Rivolta on-line contro il ddl Alfano: “No all’obbligo di rettifica per i blog”
martedì 16 giugno 2009, ore 17:04
MULTIMEDIA: Vietato spiare, ecco il nuovo testo sulle intercettazioni
Il nuovo nemico si chiama “obbligo di rettifica”. Dopo il caso dell’emendamento D’Alia poi eliminato dal ddl sicurezza, una parte dei blog italiani ora si mobilita contro un articolo del ddl Alfano sulle intercettazioni già approvato alla Camera ma non ancora al Senato.
Nello specifico il comma che prevede l’estensione dell’obbligo di rettifica previsto dalla “legge sulla stampa” del 1948 entro 48 ore per tutti i gestori di “siti informatici”. Una definizione generica che può includere, a seconda delle interpretazioni, tutto il mare magnum di internet: blog, social network, forum, video su Youtube.
La mobilitazione
La polemica è stata lanciata su Punto informatico da Guido Scorza, un avvocato e professore in Diritto delle nuove tecnologie alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, fondatore dell’Istituto per le politiche dell’innovazione. La sua lettera e il suo appello hanno fatto il giro della rete. Sostiene Scorza che obbligare i “gestori di siti informatici” a pubblicare le rettifiche anche ai commenti pubblicati entro 48 ore e con la minaccia di una multa da 7 a 12mila euro ne paralizzerebbe di fatto l’attività.
L’Istituto per le Politiche dell’Innovazione ha lanciato un appello (cui è possibile aderire on-line) al presidente del Senato Renato Schifani perché venga modificato questo punto del testo sulle intercettazioni: “non si può esigere da chi fa informazione on-line in modo non professionistico l’adempimento ad un obbligo tanto stringente quale quello di provvedere alla rettifica di ogni inesattezza eventualmente pubblicata sul proprio sito informatico” sostiene l’avvocato, “difficoltà tecniche, organizzative ed economiche ostano all’adempimento di un simile obbligo“, pertanto le multe causerebbero la “cessazione di ogni attività di informazione on-line“.
Un appello che è stato raccolto anche dal gruppo “Salva i blog”, su Facebook, con i suoi 33mila iscritti. Dove si propongono già azioni di “disobbedienza civile”: “Tutti i blogger interessati al tema potrebbero (anche noi) avviare la grande disobbedienza civile contro questa assurda legge. Il giorno dell’approvazione della legge tutti i blogger dovrebbero mandare rettifiche (anche
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