U2, Madonna, il Boss: ecco come i blog ammazzano i live

martedì 21 luglio 2009, ore 17:46


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Panorama


Foto: © Filippo Alfero / LaPresse

La stroncatura corre sul web. Non risparmia i mostri sacri. Prendiamo gli U2. Serata pittosto scialba, a giudicare da questo post. E con tanto di “finale vaffanculo, cioè canzone nuova molle e anonima, cui il pubblico non partecipa per niente”. (&#823 “Sono già fuori dallo stadio che vado verso il motorino, scuoto la testa e mi incazzo, capisco che gli anni passino, ma non accetto che mi si prenda per il culo, che si vada pigramente dietro al pubblico, come dei pirla qualunque che durano due dischi e quattro singoli. Perché allora mi avete perso per sempre. Non ci vengo più a vedere solo urletti, retorica e watt”.

E poi gli U2 grondano retorica. “Premesso che riconosco la bravura dei primi U2″ dice qualcuno “non capisco il tam tam mediatico per un loro concerto; sono ormai 10 anni che fanno album mediocri senza proporre nulla di nuovo” E “il falso moralismo in questo tour raggiunge dei livelli estremi”.

Troppo alti i prezzi. Pagare un biglietto tra i 60 e i 200 euro per uscirne delusi non è il massimo. Sempre sullo stesso blog: “Adoro gli U2. Ma ieri mi sono sentito derubato. 110 euro 1° anello arancione praticamente 3/4 del concerto allo schermo o vista nuca. E poi sotto di noi il vuoto (tecnico) prima del palco capace di congelare ogni emozione. Avevo la sensazione di gurdare un concerto da un balcone senza aver pagato il biglietto. Ridateci i soldi… Invece di 360° mi sono sentito a 90°…“.

Passiamo al Boss. Questo signore è andato a vedere Bruce Springsteen. E dice: “Ieri sera ho visto un sessantenne entrare sul palco e salutare uno per uno altri sei presunti ergastolani sul palco come se non li vedesse da tre mesi, baci e abbracci a tutti. Ho visto Badlands che vincendo scommesse a mani basse diventa popporopopporopo, io lo sapevo. I know my people, dico. Non mi credevano”. La recensione non è una stroncatura,

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